tristezza e depressione

Sconfiggi la depressione: cura i sintomi con rimedi naturali

Cos’è la depressione?

Perché colpisce più le donne?

Come curare la depressione con 3 rimedi naturali

Esaurimento nervoso o sintomo depressivo?

Qual’è la differenza fra depressione e ed esaurimento? Iniziamo col dare un’idea generale che descriva bene questo disturbo. Tempo fa si usava abitualmente il termine esaurimento nervoso per indicare un disturbo molto generale, che riguardava qualsiasi problema della sfera psichica. Più recentemente questo termine è andato un po’ in disuso e s’è iniziato di nuovo a generalizzare utilizzando il termine depressione.

Anche in questo caso, non viene usato in modo specifico per una patologia, ma indicando un qualsiasi disturbo della sfera psichica. In realtà la depressione è qualcosa di ben più preciso e connotato. Esaminiamolo insieme più in dettaglio.

Cos’è la depressione

donna triste come curare la depressione

La depressione è un disturbo del tono dell’umore. Il tono dell’umore è una funzione psichica importante per l’adattamento umano e ha la caratteristica di essere flessibile. Cosa vuol dire?

Nella persona sana il tono dell’umore è abbastanza stabile. Il tono oscilla verso l’alto o verso il basso in base alle esperienze positive o negative che la persona sta vivendo. Invece durante la patologia, quindi quando c’è una depressione in atto, il tono dell’umore rimane fisso verso il basso in modo stabile. Non è più influenzato positivamente dalle esperienze piacevoli che la persona sta vivendo.

L’umore flette verso il basso. Si fissa verso il basso in modo stabile. E’ come se qualsiasi esperienza che la persona viva non le faccia provare più lo stesso piacere. Come si dice “vede tutto nero”.

Molto spesso le persone depresse lo dicono: vedo tutto nero, non mi piace più niente.

La depressione sta diventando una piaga sociale

La depressione è talmente diffusa che si può considerare quasi come una piaga sociale. Quanto è diffusa la depressione? Circa 7 milioni di persone ne soffrono o hanno sofferto di depressione. La cosa grave è che soltanto nel 70% dei casi viene essa diagnosticata, innalzando ulteriormente il numero citato dei malati, ecco perchè è davvero utile conoscerla meglio.

Il costo sociale di questa patologia è molto alto. Si valuta che in Italia si spendono circa 14 miliardi l’anno a causa della depressione. Questo importo è il prodotto delle ore lavorative perse dalla persona sofferente a causa del disturbo depressivo.

Bisogna Inoltre sottolineare che accanto a una persona sofferente e malata di un disturbo depressivo, vi è sempre da considerare anche il tempo che coinvolgerà due o tre amici e parenti che la sostengono.

Perchè appare un disturbo di genere femminile?

Depressione donna a Napoli

Vorrei aprire una parentesi rispetto alla depressione al femminile, cioè la depressione nelle donne. Si è visto, in base a studi statistici, che vi è una frequenza doppia nelle donne circa la possibilità di soffrire di depressione. Cerchiamo di capire come mai c’è un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Quali sono i motivi?

Condizionamento sociale ed economico

Ci possono essere dei motivi che sono legati a condizionamenti sociali e culturali. La donna purtroppo, ancora attualmente, ha difficoltà a volte a trovare strumenti di autostima e sicurezza personale a causa dei condizionamenti sociali e culturali dell’ambiente familiare o lavorativo in cui si trova.

Ancora spesso le donne adesso, hanno difficoltà a inserirsi nel mondo lavorativo come vorrebbero o comunque a raggiungere dei posti di responsabilità adeguati alle loro reali capacità. Questo ovviamente comporta delle conseguenze sul tono dell’umore che declina verso il basso.

Il riflesso di tutto ciò si tramuta poi in una disparità di trattamento economico. Ed anche l’indipendenza di tipo economico può influenzare e predisporre una donna a soffrire di un disturbo depressivo.

Motivi biologici di tipo ormonale

Ci sono tuttavia anche delle motivazioni proprio di tipo biologico ed ormonale. Si pensi a quanti cambiamenti ormonali subisce la donna sia durante il mese che durante la propria vita. Il ciclo mestruale, la menopausa, la gravidanza, sono vere e proprie tempeste ormonali che in qualche modo possono portare a una maggiore possibilità di soffrire di depressione.

Maggiore propensione nel chiedere un aiuto professionale

Un’altra motivazione che incide sulle percentuali statistiche è il fatto che le donne sono maggiormente disponibili a denunciare questo tipo di disturbo. Insomma ne parlano sia con conoscenti che con un medico a differenza dei loro compagni.
Spesso l’uomo è ancora influenzato da quello che è il modello di “uomo eroico” che deve essere forte, che non può piangere o chiedere aiuto per cose così “banali”.
Quindi questi uomini, benché magari sofferenti, o con dei sintomi ben chiari, hanno difficoltà a chiedere aiuto e a rivolgersi allo psichiatra o ad un terapeuta abilitato per ricevere i giusti consigli.

I pregiudizi nella cura della depressione

Sono in tanti che hanno ancora difficoltà a rivolgersi ad un terapeuta e a chiedere aiuto allo specialista specifico, che si occupa prettamente di questo tipo di patologia.

La vergogna

Da una parte c’è il senso di vergogna, un senso di colpa. Sembra come se fosse la persona stessa colpevole di non riuscire a stare meglio. Essa si vergogna dei sintomi che ha e quindi molto spesso li tiene nascosti anche in ambito familiare.

Il pregiudizio di rivolgersi allo specialista

D’altra parte c’è poi l’idea dello specialista come del medico dei matti, e quindi chi si rivolge a lui pensa di essere un po’ poi visto come un matto. Ecco spiegato perchè molto spesso c’è un lungo percorso di richiesta d’aiuto in altri ambiti, prima di giungere allo specialista giusto.

Si pensi a quante volte viene richiesto un aiuto solo al medico di base o al neurologo. Solo in ritardo si arriva alla figura specialistica giusta che sappia cioè realmente incidere sul tono dell’umore della persona depressa, portandolo verso l’alto.

La mancanza di volontà

Spesso chi soffre di depressione si incolpa del fatto di non riuscire a stare meglio quasi che non ne avesse la volontà. Questo perché è diffusa l’idea che soltanto tramite la propria volontà uno si possa in qualche modo tirare fuori da questa situazione così sofferente.

In realtà durante una sindrome depressiva ci sono dei cambiamenti anche proprio a livello organico cioè biochimico. Quindi non si può parlare soltanto di volontà per poter stare meglio. E’ una vera e propria patologia che si accompagna a carenza di determinate sostanze di chimica organica utili ed indispensabili alla guarigione.

E’ una mancanza ad esempio di elementi che rinnovano l’energia psichica che ognuno di noi utilizza abitualmente nella propria vita nel fare le cose. Essa durante la sindrome depressiva manca, viene meno, diminuisce, e quindi non c’è proprio materialmente la possibilità di utilizzarla.

Le cause della depressione

  • Predisposizione individuale
  • Conflitti sociali
  • Conflitti personali

Ormai gli psichiatri sono tutti concordi nel ritenere che la depressione non è la conseguenza di un’unica causa ma è un insieme di molte concause che possono intervenire insieme per scatenare questo tipo di sindrome patologica.

La predisposizione individuale

La prima causa che vorrei di cui vorrei parlare è la predisposizione individuale. Qui c’è molto da dire unitamente a ciò che si definisce il “temperamento depressivo”, ossia la predisposizione che una persona può avere verso la depressione.

Una predisposizione individuale non indica che necessariamente la persona si ammalerà di quella patologia. Difatti, perché ciò avvenga, devono intervenire altre cause esterne nella vita della persona per far sì che la depressione faccia la sua comparsa.

Un po’ come col diabete. Se per esempio uno ha una predisposizione per il diabete, non è detto che necessariamente avrà il diabete nella propria vita. Dovrà condurre vita e un’alimentazione scorretta di un certo tipo e per un determinato periodo di tempo, per far sì che la malattia si presenti.

Conflitti sociali

Accanto appunto alla predisposizione individuale, devono quindi intervenire dei conflitti per esempio nel macrocosmo sociale (ambito lavorativo) e nel microcosmo sociale (ambito familiare). Potrebbero in poche parole sommarsi: una cattiva relazione tra colleghi a dei conflitti tra genitori e figli ed anche di coppia. Queste cose, unitamente alla predisposizione individuale, possono far si che compaia la depressione come patologia.

Conflitti interni

Ci sono poi anche dei conflitti interni che possono essere presenti. Una bassa autostima, una tendenza alla autosvalutazione possono far sì che una predisposizione diventi una reale malattia.

Infatti il temperamento depressivo è un persistente sentimento di tristezza, un basso livello di energia, una scarsa autostima, una visione pessimistica globale. Tutto questo spinge ad evitare di prendere iniziative.

La vita di relazione diventa quindi limitata e con la difficoltà di cominciare ad avere nuove amicizie. Insomma quello che condurrà al divenire il depresso anche una persona introversa con una passività verso i rapporti interpersonali.

3 Rimedi naturali per la depressione

DESIDERIO SESSUALE MENOPAUSA NATUROPATIA

Dieta e alimentazione

Fitoterapia

Riflessologia plantare

Premessa: la scienza che studia la depressione è la psichiatria ed è per l’appunto lo psichiatra il medico di riferimento che va interpellato in caso di disturbi depressivi eccessivi per farne valutare lo stato di gravità.

Coloro i quali vogliono associare in maniera complementare ai consigli terapeutici del proprio psichiatra anche quelli del Naturopata, potranno avere sicuri benefici dall’utilizzo dei seguenti rimedi naturali.

Questi rimedi naturali sostituiscono un’opportuna cura in atto ma aiutano il raggiungimento dell’equilibrio psico-neurologico apportando in modo naturale alcune sostanze indispensabili al buon funzionamento dei neurotrasmettitori implicati nel contenimento dei sintomi. Scopriamo di più su queste metodiche che hanno solo positività e niente effetti collaterali.

Dieta e alimentazione

Pochi sanno che l’ansia e la depressione piuttosto che all’ereditarietà o a fattori ambientali siano due disturbi collegati e riconducibili entrambi ad una causa alimentare. L’alimentazione (quello che mangiamo o assumiamo in qualsiasi forma e modalità) può influire in maniera determinante sul nostro cervello aiutandolo a guarire da alcuni disturbi.

Alcuni studi scientifici hanno collegato l’abuso di alcuni alimenti non solo agli squilibri chimici che sono alla base del processo depressivo, ma finanche a disturbi di neurotrasmettitori coinvolti in malattie degenerative come la Demenza, il Parkinson e l’Alzheimer.

Uno studio scientifico su alimentazione e depressione

Ecco un estratto dell’articolo comparso sul sito www.lastampa.it Pubblicato il 16/06/2016

Nello specifico, come emerso durante l’ultimo congresso della Società americana di psichiatria, la depressione merita probabilmente di essere affrontata anche a tavola. È a questa conclusione che sono giunti gli specialisti statunitensi, nel commentare le conclusioni di diverse ricerche mirate a valutare l’effetto del consumo di alimenti di origine animale e vegetale sui sintomi depressivi.

«I dati sono incoraggianti e ci dicono che i pazienti stanno meglio quando li aiutiamo a mangiare in maniera più equilibrata», afferma Drew Ramsey, docente di psichiatria alla Columbia University (New York) e autore di una nuova metanalisi, di prossima pubblicazione.

Si tratta di un’evidenza che non deve stupire, dal momento che il 95 per cento dei recettori per la serotonina – su cui va ad agire una specifica categoria di antidepressivi: gli S.S.R.I. ( abbreviazione di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) – si ritrova nell’epitelio intestinale. Il recupero graduale di una condizione di benessere, secondo l’esperto, è garantito innanzitutto dagli alimenti di origine vegetale.

A fare la differenza, nel complesso, alcuni macro e micronutrienti: come gli acidi grassi omega 3, il magnesio, il calcio, le fibre e le vitamine B1, B9, B12, D ed E.

Sarebbero questi, secondo Ramsey, a determinare «la stabilizzazione della membrana neuronale e gli effetti antiinfiammatori», che sono poi le stesse due risposte che si punta ad avere per ridurre l’incidenza (oltre che per controllare il decorso) delle malattie neurodegenerative.

Quali cibi preferire e quali sono da scartare

Diventa essenziale per la depressione fare uso di frutta e verdura biologica consumata prevalentemente a crudo. Sempre di buona qualità biologica vanno consumati: legumi, semi oleosi, frutta a guscio e pesce presco, oltre a grassi naturali insaturi come l’olio di oliva, l’olio di vinaccioli e l’olio di canapa (solo per menzionarne alcuni).

Bisognerà di contro, evitare al meglio l’uso ed abuso di carboidrati come dolci, pasta, pane, riso, cereali nella prima colazione e bevande zuccherate. Sono da evitare in specialmodo quelli che sono stati raffinati per apparire il più bianchi possibile (come zucchero e riso bianco).

Fitoterapia

L’Iperico: il migliore antidepressivo

L’Iperico è una pianta che cresce spontanea in Italia. E’ una pianta di piccola taglia. Dai suoi fiori gialli si ottiene un estratto che viene titolato in ipericina (il principio attivo) minimo 3%. Il dosaggio dell’estratto di iperico è intorno ai 10-12 mg per kg di peso al giorno. Il che significa che una donna di 55 Kg di peso dovrà assumerne circa 650 mg nell’arco della giornata, 0,65 grammi al giorno.

Questi si prendono al mattino al risveglio ed intorno alle ore 16:00. L’estratto di iperico è noto per avere una buona azione antidepressiva. Azione antidepressiva che è legata al meccanismo d’azione di questa pianta sul sistema nervoso centrale.

Infatti l’iperico aumenta i livelli di serotonina, di dopamina e di catecolamine nel cervello. E’ noto che queste sostanze a livello cerebrale hanno un azione euforizzante, psicostimolante, antidepressiva. Ragion per cui quando nel soggetto aumentano serotonina, dopamina e catecolamine, lui si sente più sveglio, più attivo, più dinamico. Non è più depresso, triste o involuto.

Questo è il meccanismo d’azione. Ci sono veramente tanti gli studi nell’uomo che hanno dimostrato che soggetti con depressione moderata hanno notevoli benefici nell’assunzione dell’iperico. Esso svolge in questi una validissima azione antidepressiva.

Va ricordato che l’iperico però non deve essere usato dalla donna in gravidanza, dalla donna che allatta e non è indicato nel bambino sotto i 12 anni di età. Va sottolineato che l’estratto di iperico può interferire con molti farmaci. Agisce con la pillola anticoncezionale, con i farmaci antirigetto, con le statine, con i farmaci per lo stomaco, con alcuni antibiotici e con alcuni farmaci per abbassare la pressione.

Quindi se si decide di prendere l’estratto di iperico e si prendono altri farmaci bisogna avvisare il proprio medico curante e chiedergli se l’estratto di iperico può essere preso tenendo presente queste interazioni. L’uso dell’iperico è cronico, cioè il beneficio è tanto maggiore quanto più lunga la somministrazione. Va tenuto infine presente che l’effetto dell’iperico non è immediato. Ma dal momento d’inizio del trattamento, raggiunge il livello ottimale dopo 15-20 giorni.

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Riflessologia plantare

Riflessologia plantare si vedono 2 piedi

Punto riflesso per il cervello

Il punto di riflessologia per il cervello si trova sugli alluci di entrambi i piedi. Il punto del cervello copre l’intero polpastrello del primo dito.
Per massaggiare questo punto di Riflessologia plantare, usa il pollice per premere e strofinare il polpastrello in un movimento cosiddetto “a bruco” dall’alto verso il basso e viceversa. Massaggiali entrambi i tuoi alluci per 2 minuti.

Punto riflesso per l’area temporale

Anche questo punto si trova sull’alluce ma stavolta lungo il bordo interno delle 2 falangi che lo compongono. Inizia accanto all’unghia del piede e si estende fino in fondo all’attaccamento infradito.
Per massaggiare il punto dell’area temporale, raggiungi il pollice nella parte superiore dell’alluce e premi all’interno della falangetta. Inizia accanto all’unghia del piede e scendi lungo le falangi, sfregando da una parte all’altra (dalla superficie superiore della punta alla superficie inferiore della base del dito). Quando arrivi alla base del dito del piede, solleva il pollice, posizionalo in cima al dito del piede e ripeti il massaggio. Esercitati per 60 secondi su ciascuno dei tuoi alluci.

Punti riflessi di milza, fegato e cuore

Per come massaggiare correttamente questi punti, data la loro interazione con le più importanti funzioni vitali, si rimanda ad una sezione specifica che sarà pubblicata nelle prossime settimane nella pagina “Riflessologia” di questo blog.
Non è opportuno utilizzarli prima di sapere quali funzioni potrebbero stimolare e con quali conseguenze in caso di gravidanze o cardiopatie.

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Depressione: sintomi e rimedi naturali

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